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Circolo Culturale Pablo Neruda - Pinerolo

Cultura, Sport, Tempo Libero

Premio Nazionale di Poesia

Il Circolo "Pablo Neruda" con in patrocinio dell'Assessorato alla Cultura Città di Pinerolo, organizza la 24a edizione del Premio Nazionale di Poesia "PABLO NERUDA" 2007.

Un momento dell'Edizione 2006

Nell'immagine a lato: un momento dell'Edizione 2006 del Concorso Nazionale di Poesia.

Vincitori dell'Edizione 2006

Vincitori dell'Edizione 2007

25° Edizione Premio Nazionale di Poesia "Pablo Neruda" 2008

Composizione giuria: Anna Apuzzo, Anna Formento, Anna Agrò, Grazia Calliero, Liliana Rasetti, Loriana Filippini, Marco Forneris, Paola Lazzini, Piero Tarditi, Renato Storero, Teresa Cesario. Coordinatrice del Premio: Katia Trombetta.

Giuria Premio

Vincitori Premiazione Poesia dell'Edizione 2008

1° classificata: "UN'ALTRA STAGIONE" Sez. Tema libero
Premiazione

Non se ne andrà 

il mio tempo

con il vento d'autunno,

e per me ci sarà,

di sobrie luci vestita,

un'altra stagione…

Avrò giorni 

da sfogliare con cura,

come intense pagine

di inedita poesia.

Avrò ore

da assaporare a fondo,

come note struggenti

di violini zigani.

Avrò istanti

da carezzare piano,

come teneri petali

di una rosa d'inverno:

magia di una vita,

tanto fragile,

così tenace,

da proteggere ancora…

2° classificata: "ORME SULLA SPIAGGIA" Sez. Tema Libero
Premiazione

Meridiano sole di marzo, acceso

su chiara solitudine marina:

sabbie a sbiadire, distese

in friabili convesse levità

minuscole dune

sciorinate in schiere, forse orme

tenui di onde ripiegate, placate

all'alba per blandizie dolcissime

di vento. E ombra io vi cammino

verticale, taglio nero

nella luce, passo vagante e calco

greve - impronta di pensiero.

3° classificata: "BREVE STAGIONE" Sez. Tema Libero
Premiazione

Tracce di cielo

sul tuo viso color avorio

solcano la tua fronte

di un tenero autunno.

Mani che toccano

fragili fogli, dove

una breve matita,

colora di grigio

caselle numerate.

Ascolta il suono del tuo cuore

e fa che la melodia attraversi

dolci ricordi d'amore 

non ancora sopiti.

Disegna con i tuoi occhi

la mia estenuata anima

e conforta le sue pieghe

e distendile prima

che arrivi la fine

della Breve Stagione.

4° classificata: "E TORNANO I RICORDI" Sez. Tema Libero
Premiazione

Or nella mente tornano i ricordi

del tempo andato della mia infanzia,

quando mia madre mi mostrava a dito

i vividi colori del tramonto 

e, insieme, aspettavamo che spuntasse

nel ciel la prima stella della sera.

Al suo apparir, io m'immaginavo

di fare intorno ad essa un girotondo

con altri bimbi, fra sorrisi e canti.

Fantasticando, poi, mi addormentavo

sull'ala di una dolce ninna-nanna,

che, con amor, mia madre modulava;

ed era ancora l'armonia del canto

che la mattina dopo mi svegliava.

Nella terrazza attigua alla mia stanza,

mia madre sul basilico versava,

fitta, una pioggia di acqua salutare,

correva poi ad aprirmi la finestra

e mi mostrava nuvole vaganti

nello splendor del cielo mattutino;

“Guarda - diceva - il sorgere del sole!

Ti fa sperare sempre nelle vita.”

Io l'ascoltavo ed ero assai felice

perché era ottimista

e, come lei, son sempre fiducioso:

mi serve a non mollare

e in più per ravvivare

la fiaccola dei sogni ai miei nipoti.

5° classificata: "LA DANZA DELLA LUNA" Sez. Tema Libero
Premiazione

Stasera 

la luna danza sul mare.



Leggera come una piuma

senza fendere l'acqua

lei

danza sul mare.



L'acqua

s'increspa appena 

sotto il suo peso leggero

e i suoi passi

disegnano stelle sull'acqua.



E lei danza,

danza, e danza ancora.



Poi 

si solleva sul cielo

e va lontano lontano,

in alto,

e la sua danza

finisce

in una miriade

di luci.

1° classificata: "ALFA-OMEGA" Sez. "Il mio viaggio nel tempo tra passato e presente"
Premiazione

Rughe scavate dal tempo

solcavano un volto

intristito dall'abbandono,

ed io, bimbo

che affidavo i sogni 

agli aquiloni scomposti nel vento,

ho mietuto un sorriso

e l'ho donato al vecchio.

Ragazzo

ho peregrinato con i pensieri

oltre il confine

dei miei orizzonti

progettando utopie

per un futuro dorato.

Adulto

ho scalato monti resi 

ripidi dall'indifferenza

fra schiamazzi assordanti

e appelli seducenti.

Solo ormai, 

come quel vecchio,

smarrito nei ricordi,

ripercorro con la mente

le alchimie del passato.

Sto aspettando un bimbo

che mi regali

un sorriso.

2° classificata: "LA MIA PATRIA E' LONTANA" Sez. "Il mio viaggio nel tempo tra passato e presente"
Premiazione

La mia patria è lontana,

abbandonata nel tempo di guerra

in fuga nella notte

su un bragozzo per Pola e il mare scuro

ci cullava amichevole,

ignaro del livore intorno a noi.

Ho i natali su un'isola,

a mezza primavera salutata

senza tornarvi più

e solo nei frammenti

della memoria rivivo quei giorni

e mi sovviene il sapore mielato

degli acini densi di sole, 

i fichi maturi reclini sul ramo

e l'aroma di salvia e rosmarino.

Era di maggio, quando mi han rubato

il futuro possibile e la casa,

la nonna che affacciata alla finestra 

mi sorrideva dolce, il giardinetto

della magnolia dalle foglie lucide,

la cisterna del tempo di Colombo

e i pesci rossi nella vasca tonda.

E' lontana nel tempo e nello spazio

quest'isola, che torna alla mente

quando accarezzo l'onda leggera

e ripenso alla tenue trasparenza

del mare che ho lasciato, alla ghiaia

di lucido calcare levigato, 

alle reti approntate  per la pesca.

E vedo ancora, con gli occhi d'allora,

i muri a secco e gli ulivi d'argento

nutriti dall'argilla, e nei recinti

pecore in cerca di un cibo povero.

E vedo il mulo, che i giorni di festa 

ci portava alla chiesa, alla funzione,

e mio padre, di scorta, sorvegliava.

E poi non vedo più, perché si bagna

di lacrime lo sguardo, e mi abbranca

l'animo il desiderio del ritorno.       

3° classificata: "IL GRIDO E LO STUPORE" Sez. "Il mio viaggio nel tempo tra passato e presente"
Premiazione

Nella valigia che più non viaggia

ho riposto i ricordi più cari

quando l'apro nei giorni di pioggia

il mio cuore dà vita ai pensieri

di notti passate a sognare 

fatine e diademi di stelle.

Risento la mamma chiamare

la sua voce è rimasta  sospesa tra

rami perenni di caduche foglie.

Mi ritrovo bambina a giocare

con la bambola vestita di tulle

un nastro sbiadito raccoglie

una ciocca dei biondi capelli.

E la bocca: ancor non decido

se trattiene stupore o il grido. 
1° classificata: "CHIAROSCURO" Tratta dalla raccolta "CHIAROSCURO" Sez. Raccolta inedita di poesie
Premiazione

La terra rivoltata

lentamente

dal contadino,



prima bianca

di sole bruciante d'agosto,



ora scura

di rugiada

penetrata silenziosa

in notti senza voce,



mi riporta

a giochi antichi

interrotti

dal dolore di vivere.



Chiaroscuro di una vita

indecifrabile.



2° classificata: "LUNGO IL SOFFICE CIGLIO" Tratta dalla raccolta "CANTI DI SAN GRATO" Sez. Raccolta inedita di poesie
Premiazione

Dei dolci ciliegi ritorna la neve sul fosso d'aprile

(l'acqua fra elastici steli serpeggia)

e sarà fuoco di maggio.



Seguitare il soffice ciglio vien bene

se l'occhio (socchiuso nel sole) l'umile alga asseconda

e il fiato di robusti guardiani ripete il tuo passo.

E' pigro questo andare (senza riuscirvi) cercando 

rettilinee rotte di motori lontani.



I nostri son campi di terra lucente

(se l'aratro, a piccole onde, li fende)

e non hanno tumulti di poggi e di vigne

che scendono al mare.

Al mare (già bronzei) neanche d'estate scendiamo

chè ci voglion bestie alle stalle e spighe di grano.

Ci vogliono - rugginose - le chiuse

a dirigere l'acque più ghiacce 

(le ore preziose sono contate)

e i fidati guardiani (quant'è vero Dio) li daremmo a nessuno.

Son sangue del sangue più nostro

e da sempre ubbidiscono al volo, gli costasse la morte.

Pelosa e forte la gramigna (tenace) si perde

chè ci fanno, furiosi, la guardia

lungo il campo e alla casa e non dormono mai.



Se ti fermi nell'ombra del salice in pianto

a coda ritta s'arrestano e fiutano il vento.



L'erba folta è più verde lungo il soffice ciglio.



Furtiva ci passa, ogni notte, l'astuta Renard.



Li accarezzi e nel sole

(che fuori già abbaglia)

cogli occhi abbracci tuo figlio.

3° classificata: "GIOVINEZZA" Tratta dalla raccolta "IMMAGINI E SENTIMENTI" Sez. Raccolta inedita di poesie
Premiazione

Ricamo di pesco in fiore

nel cielo azzurro 

trillo d'allodola 

sorriso di lago alpino

canto di limpida fonte

lacrime di rugiada odorosa

nubi candide

dal vento gonfiate

e tosto scomparse.

Sole gettato nell'infinito:

Giovinezza.
1° classificata: "LA NOTTE DEI FUOCHI" Tratto dal libro "I GIARDINI DEL VENTO" Sez. Libro edito di poesie
Premiazione

Non raccontarti più la vecchia storia

che ti fa solo male.

Parla con me, stasera

vieni a guardare il mare,

la luna che si specchia

nella pece del golfo

e si diverte a guizzi, 

a ruote di faville,

a cascate di pizzi.



Alzi gli occhi e ti sembra

stia sospesa a guardare

- candida come un giglio -

poi t'accorgi che è scesa,

che si lascia cullare,

si distende sull'onda

si frantuma, s'increspa, 

è tutta un tremolio,

partecipa alla festa.

E' fremito lucente

stasera, luna in barca

con la gobba a ponente.

2° classificata: "E DAPPERTUTTO SCHEGGE" Tratta dal libro "LUNGO IL SENTIERO DEL VENTO Sez. Libro edito di poesie
Premiazione

Passi che s'impigliano

nelle fenditure del Tempo

a rovesciare zolle

sbriciolare sentieri

inseguendo una scia

nel soffio del niente.

Selciati calpestati

svelano crepe sui gradini

dove dimorano giorni

senza amore e altri

veri come un minuto

fatti come la notte

abitati dal sogno

e dal pianto felice

che si muta in canto

sempre che ci sia la forza

per cantare.

E dappertutto schegge

che nel buio si stringono

nella fiamma e nell'acqua

delle infinite ore.
3° classificata: "TIRANDO CON L'ARCO" Tratte dal libro "NOI CHE VOLEVAMO APPRESTARE IL MONDO ALLA GENTILEZZA" Sez. Libro edito di poesie
Premiazione

Tirando con l'arco,

essere la freccia.

Scoccando la freccia,

essere l'arco.



Nello spazio del sibilo

divenire il bersaglio

e mentre la punta della freccia si infigge

tra gli atomi della materia fondersi



con l'inquietudine densa del suolo.

Nella radura

divenire cielo.

Camminando sul sentiero



essere terra,

scoprendo che in verità

non c'è nessun luogo dove fermarsi

né da cui partire,



solo radure dove tendere un arco,

scoccare una freccia

per tentare di colpire un bersaglio

che è dentro l'arciere.


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